Insieme con gustissimo – Late-Autumn Falafel Project

“Questa storia e’ di un anno fa , ma e’ sempre bello ricordare i bei momenti con le persone a cui vuoi bene condito dal buon cibo!

P”

Vi copio la “storia” che mi è stata raccontata, esattamente come l’ho ricevuta. Perchè è una storia che mi è piaciuta subito. Perchè l’allegria e il buonumore con cui è stata scritta sono contagiosi. Come il buon cibo e la buona compagnia.

Buona favola a tutti!

“This story dates back year ago, but it’ s always nice to remember good time spent with people you love seasoned by good food!

P”

I copy the “story” that was sent me exactly as I received it. As it is a story that I loved it. As the cheerfulness and good humor with which it was written are contagious. Like good food and good company.

Late-Autumn Falafel Project

Me and Paolo had wanted to make falafel together for a while. Since it was November, we also
wanted to cook some warm, winter food. So, we set out to cook a late-autumn falafel dinner,
incorporating seasonal foods from the Monterey Bay area that would warm us up when evening
came and the weather got chilly.
The menu, based on what we had in the house and what sounded good: Falafel in sourdough
pita bread, winter squash vegetable soup, butternut squash gnocchi with sage cream sauce.
But really it was all about filling the kitchen with heat from the oven and the smell of autumn
harvest, drinking good wine, and enjoying each others company.

Progetto Autunno-Falafel

Era tempo che volevamo fare i falafel e visto che era novembre, abbiamo anche
pensato a qualcosa di caldo, cibo per l’inverno. Così, abbiamo deciso di cucinare una cena falafel tardo-autunnale, utilizzando i cibi di stagione della Baia di Monterey. Una cena che ci avrebbe riscaldarsi quando a sera satrebbe venuto più freddo.
Il menu è nato sulla base di quello che avevamo in casa: Falafel, pita a lievitazione naturale , zuppa di verdure e zucca, gnocchi di zucca con salsa di crema di salvia.
Ma in realtà si trattava riempire la cucina con il calore del forno e con l’odore dell’ autunno, bere buon vino, e godendo della nostra amicizia.

Veggies

Pita

Making pita is a serious business, and should not be attempted
without a purple headband and fairy wings.
I made pita from a sourdough starter. Not essential, but sourdough adds a lot to the flavor. I
started the “mother” the night before from the starter I keep in the refrigerator. In the morning
it was nice and risen, and I prepared the pita dough from that to be ready for the afternoon.
Ginger insisted on rolling out the pita, and many of them bore her mark.

Making pita

 

Pita

Fare pita è una cosa seria, e non dovrebbe essere fatta senza una fascia viola e ali da fata.
Abbiamo fatto la pita da un lievito madre. Non è indispensabile, ma la pasta madre aggiunge molto al sapore. Abbiamo iniziato la “madre” la notte prima e l’abbiamo tenuta in frigorifero. La mattina
abbiamo preparato la pita in modo che fosse pronta per il pomeriggio.
Ginger ha insistito per stendere la pita…molte portavano il suo marchio.

Making pita

Falafel
The falafel were very standard: Soaked garbanzos, parsley, cilantro, onion, garlic, cumin,
hot pepper, salt, and some flour to hold it together. We blended the mixture first in the food
processor, then added the flour to get the right texture. We fried them in canola oil, I think. The texture was beautiful – crispy outside, light and steaming inside – like a Tel Aviv kiosk at the
peak of lunch time.
For the finished product, we made a standard tehina (sesame paste, water, garlic, lemon, salt)
and a salad. In summertime, this would obviously be tomatoes, cucumber, pepper, and parsley.
Autumn called for another approach. I remember seeing many types of pickled vegetables
used as condiments in the falafel places in Israel (why didn’t I try them?), something we always
have around in the winter. We took a fresh sauerkraut and augmented it with arugula from the
garden, lemon juice and olive oil. Yeah, it was awesome.
For autumn falafel, we knew we couldn’t rely on summer staples like tomatoes and
cucumber. The salad we made from red cabbage sauerkraut and arugula. Here is the
finished product with salad, falafel, and tehina in a sourdough pita.

Falafel

Falafel

Il procedimento per i falafel è molto standard: ceci ammollati, prezzemolo, coriandolo, cipolla, aglio, cumino, peperoncino, sale, e un po ‘di farina per tenere insieme il tutto. Abbiamo mescolato il composto, quindi aggiunto la farina per ottenere la giusta consistenza. Quindi abbiamo fritti le palline. La consistenza era bella – croccante fuori,- e il profumo magnifico, come in un chiosco di Tel Aviv all’ ora di pranzo.

Per finire abbiamo fatto un pasta di tehina (pasta di sesamo, acqua, aglio, limone, sale)
e un’insalata. In estate, potreste utilizzare pomodori, cetrioli, pepe, e prezzemolo.
Ma l’autunno chiama altro . Ricordo di aver visto molti tipi di verdure in salamoia
utilizzati come condimenti in Israele. Noi abbiamo preso un crauti freschi e rucola dal
giardino, succo di limone e olio d’oliva. Ecco il
prodotto finito con insalata, falafel, e tehina in una pita pasta madre.

Falafel in pita

Soup

Clockwise from left: Kabocha squash vessel, vegetable stock, Ella cleaning seeds,
baked soup.
The soup was very simple and very satisfying. We took a nice Kabocha squash, cut the top off,
and scooped out the seeds. We made a nice vegetable stock with some bits I’d been saving in
the freezer: fennel stalks, onion peels, celery leaves, along with bay leaf, parsley, and carrot.
For the soup, we sauteed onion, carrots, celery, and fennel root in a deep cast-iron skillet, then
added the vegetable stock. After it was seasoned and pretty much ready to eat, we ladled the
soup into the hollow squash and baked it at 350 F for about an hour. When we served it we
scooped out a little of the squash flesh into each bowl – amazing.
Note: We cleaned and roasted the squash seeds, but found that the shells of kabocha seeds
are far too thick. We had better luck with the seeds of a butternut squash (the squash was used
for the best gnocci we ever had).

Zuppa

La zuppa era molto semplice e molto buona. Abbiamo preso una bella zucca Kabocha, togliendone la parte superiore, e scavato via i semi. Abbiamo fatto un bel brodo vegetale con alcuni “pezzi” che avevo in
il congelatore: gambi di finocchio, bucce di cipolla, foglie di sedano, foglia di alloro, prezzemolo e carota.
Abbiamo messi in padella cipolla, carote, sedano, e radice di finocchio poi
aggiunto il brodo vegetale. Quando le verdure sono morbide abbiamo versato il liquido nella zucca vuota e cotto in forno a 350 C per circa un’ora.

Nota: La parte migliore della zucca è stata utilizzataper gli gnocchi ….ma questa è un’altra storia…

Soup

Siete d’accordo che è una favola bellissima??? 🙂

Isn’t it a wonderful novel? 🙂

 

 

 

 

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